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Codice di comportamento

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

 

DECRETO 28 novembre 2000

(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 del 10-04-2001)

 

Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni

 

IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA

 

Visto l'art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, recante delega al Governo per la razionalizzazione e la revisione della disciplina in materia di pubblico impiego;

Visto l'art. 11, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, il quale, nel più ampio quadro della delega conferita al Governo per la riforma della pubblica amministrazione, ha, tra l'altro, specificamente conferito al Governo la delega per apportare modificazioni ed integrazioni al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29;

Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, recante nuove disposizioni in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, di giurisdizione nelle controversie di lavoro e di giurisdizione amministrativa, emanate in attuazione dell'art. 11, comma 4, della predetta legge n. 59 del 1997;

Visto, in particolare, l'art. 58-bis del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, come sostituito dall'art. 27 del predetto decreto legislativo n. 80 del 1998;

Visto il decreto del Ministro della funzione pubblica 31 marzo 1994, con il quale e' stato adottato il codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni ai sensi dell'art. 58-bis del predetto decreto legislativo n. 29 del 1993;

Ritenuta la necessità di provvedere all'aggiornamento del predetto codice di comportamento alla luce delle modificazioni intervenute all'art. 58-bis del decreto legislativo n. 29 del 1993;

Sentite le confederazioni sindacali rappresentative;

 

Decreta:

 

Art. 1. Disposizioni di carattere generale

  1. 1. I  principi  e  i contenuti del presente codice costituiscono specificazioni esemplificative degli obblighi di diligenza, lealtà e imparzialità, che qualificano il corretto  adempimento  della prestazione  lavorativa. I dipendenti pubblici - escluso il personale militare, quello  della  polizia di  Stato  ed  il Corpo di polizia penitenziaria,    nonche'  i  componenti   delle   magistrature   e dell'Avvocatura  dello  Stato  -  si impegnano ad osservarli all'atto dell'assunzione in servizio.
  2. Restano  ferme  le  disposizioni riguardanti le altre forme di responsabilità dei pubblici dipendenti.

3. Le disposizioni che seguono trovano applicazione in tutti i casi in  cui non  siano  applicabili norme  di legge o di regolamento o comunque per  i profili  non  diversamente  disciplinati da leggi o regolamenti.  Nel  rispetto  dei principi enunciati dall'art. 2, le previsioni  degli articoli  3  e seguenti possono essere integrate e specificate dai  codici  adottati  dalle  singole amministrazioni ai sensi dell'art.  58-bis, comma 5, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29.

 

Art. 2. P r i n c i p i

  1. Nell'espletamento   dei  propri  compiti,  il dipendente assicura il rispetto della legge e persegue esclusivamente l'interesse  pubblico; ispira  le  proprie  decisioni  ed  i propri comportamenti alla cura dell'interesse pubblico che gli e' affidato.

2. Il dipendente mantiene una posizione di indipendenza, al fine di evitare  di prendere decisioni o svolgere attività inerenti alle sue mansioni in  situazioni,  anche solo  apparenti,  di conflitto  di interessi.  Egli  non  svolge  alcuna  attività che contrasti con il corretto  adempimento  dei  compiti d'ufficio e si impegna ad evitare situazioni e  comportamenti che  possano  nuocere agli interessi o all'immagine della pubblica amministrazione.

3. Nel  rispetto  dell'orario  di lavoro, il dipendente dedica la giusta quantità di tempo e di energie allo svolgimento delle proprie competenze,  si impegna  ad  adempierle  nel modo  più semplice ed efficiente nell'interesse  dei cittadini e assume le responsabilità connesse ai propri compiti.

4. Il  dipendente usa e custodisce con cura i beni di cui dispone per ragioni di ufficio e non utilizza a fini privati le informazioni di cui dispone per ragioni di ufficio.

  1. Nei rapporti  con  i cittadini, egli dimostra la massima  disponibilità  e  non  ne ostacola l'esercizio dei diritti. Favorisce  l'accesso  degli stessi alle  informazioni a cui abbiano titolo  e,  nei limiti in cui cio' non sia vietato, fornisce tutte le

notizie   e   informazioni  necessarie per  valutare le  decisioni dell'amministrazione e i comportamenti dei dipendenti.

  1. 6. Il  dipendente limita gli adempimenti a carico dei cittadini e delle imprese a quelli indispensabili e applica ogni possibile misura di   semplificazione  dell'attività   amministrativa,   agevolando, comunque,  lo  svolgimento,  da  parte dei cittadini, delle attività loro  consentite,  o  comunque non contrarie alle norme giuridiche in vigore.

7. Nello svolgimento dei propri compiti, il dipendente rispetta la distribuzione  delle  funzioni  tra Stato  ed enti territoriali. Nei limiti delle proprie competenze, favorisce l'esercizio delle funzioni e dei  compiti da parte dell'autorità territorialmente competente e funzionalmente più vicina ai cittadini interessati.

 

Art. 3. Regali e altre utilità

1. Il  dipendente non  chiede,  per se' o per altri, ne' accetta, neanche in  occasione  di festività, regali o altre utilità salvo quelli  d'uso  di  modico  valore,  da  soggetti che abbiano tratto o comunque  possano  trarre  benefici da decisioni o attività inerenti all'ufficio.

2. Il  dipendente non  chiede,  per se' o per altri, ne' accetta, regali o altre utilità da un subordinato o da suoi parenti entro il quarto  grado.  Il dipendente non offre regali o altre utilità ad un sovraordinato  o  a suoi parenti entro il quarto grado, o conviventi, salvo quelli d'uso di modico valore.

 

Art. 4. Partecipazione ad associazioni e altre organizzazioni

  1. Nel   rispetto   della   disciplina vigente  del  diritto  di associazione,  il dipendente  comunica al dirigente dell'ufficio la propria adesione ad associazioni ed organizzazioni, anche a carattere non riservato,  i  cui interessi  siano coinvolti dallo svolgimento dell'attività  dell'ufficio, salvo che si tratti di partiti politici o sindacati.

2. Il  dipendente non  costringe  altri  dipendenti ad aderire ad associazioni ed  organizzazioni, ne'  li induce a farlo promettendo vantaggi di carriera.

 

Art. 5. Trasparenza negli interessi finanziari

1. Il dipendente informa per iscritto il dirigente dell'ufficio di tutti  i rapporti di collaborazione in qualunque modo retribuiti che egli abbia avuto nell'ultimo quinquennio, precisando:

a) se egli, o suoi parenti entro il quarto grado o conviventi, abbiano ancora rapporti finanziari con il soggetto con cui ha avuto i predetti rapporti di collaborazione;

b) se  tali rapporti siano intercorsi o intercorrano con soggetti che  abbiano interessi in attività o decisioni inerenti all'ufficio, limitatamente alle pratiche a lui affidate.2. Il  dirigente, prima  di  assumere le  sue funzioni, comunica all'amministrazione le partecipazioni azionarie e gli altri interessi finanziari che  possano  porlo  in  conflitto  di interessi con la funzione pubblica che svolge e dichiara se ha parenti entro il quarto grado  o  affini  entro  il secondo,  o  conviventi  che esercitano attività  politiche,  professionali o  economiche che li pongano in contatti frequenti con l'ufficio che egli dovrà dirigere o che siano coinvolte nelle decisioni o nelle attività inerenti all'ufficio. Su motivata  richiesta del  dirigente  competente in materia di affari generali e  personale,  egli  fornisce  ulteriori informazioni sulla propria situazione patrimoniale e tributaria.

 

Art. 6. Obbligo di astensione

1. Il  dipendente si astiene dal  partecipare  all'adozione di decisioni  o  ad  attività  che possano coinvolgere interessi propri ovvero: di  suoi  parenti  entro  il  quarto  grado o conviventi; di individui  od  organizzazioni  con cui egli stesso o il coniuge abbia causa  pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito; di individui  od  organizzazioni di  cui egli sia  tutore, curatore, procuratore  o  agente; di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati,  società  o stabilimenti di cui egli sia amministratore o gerente o  dirigente. Il dipendente si astiene in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. Sull'astensione decide il dirigente dell'ufficio.

 

Art. 7. Attività collaterali

1. Il  dipendente non  accetta da soggetti  diversi dall'amministrazione retribuzioni o  altre utilità per prestazioni alle quali e' tenuto per lo svolgimento dei propri compiti d'ufficio.

2. Il  dipendente non  accetta incarichi di  collaborazione con individui  od organizzazioni che abbiano, o abbiano avuto nel biennio precedente,  un interesse economico in decisioni o attività inerenti all'ufficio.

3. Il dipendente non sollecita ai propri superiori il conferimento di incarichi remunerati.

 

Art. 8. Imparzialità

1. Il  dipendente,  nell'adempimento della prestazione lavorativa, assicura  la  parità  di  trattamento tra i cittadini che vengono in contatto  con  l'amministrazione da cui dipende. A tal fine, egli non rifiuta  ne'  accorda  ad  alcuno  prestazioni  che siano normalmente accordate o rifiutate ad altri.

2. Il  dipendente si attiene a corrette modalità di svolgimento dell'attività  amministrativa  di sua competenza,  respingendo  in particolare ogni illegittima pressione, ancorche' esercitata dai suoi superiori.

 

Art. 9. Comportamento nella vita sociale

  1. Il   dipendente  non   sfrutta   la   posizione che  ricopre nell'amministrazione  per ottenere utilità che non gli spettino. Nei rapporti    privati,    in   particolare   con   pubblici  ufficiali nell'esercizio  delle  loro  funzioni, non menziona ne' fa altrimenti intendere,  di propria iniziativa, tale posizione, qualora cio' possa nuocere all'immagine dell'amministrazione.

 

Art. 10. Comportamento in servizio

1. Il dipendente, salvo giustificato motivo, non ritarda ne' affida ad  altri  dipendenti il compimento  di  attività  o l'adozione di decisioni di propria spettanza.

2. Nel rispetto delle previsioni contrattuali, il dipendente limita le assenze dal luogo di lavoro a quelle strettamente necessarie.

3. Il  dipendente non  utilizza  a  fini  privati  materiale o attrezzature  di cui  dispone per  ragioni di  ufficio. Salvo casi d'urgenza,  egli  non  utilizza le linee telefoniche dell'ufficio per esigenze personali.  Il dipendente che dispone di mezzi di trasporto dell'amministrazione  se ne serve per lo svolgimento dei suoi compiti d'ufficio  e  non  vi trasporta  abitualmente  persone estranee all'amministrazione.

4. Il dipendente non accetta per uso personale, ne' detiene o gode a titolo  personale, utilità spettanti all'acquirente, in relazione all'acquisto di beni o servizi per ragioni di ufficio.

 

Art. 11. Rapporti con il pubblico

  1. 1. Il  dipendente in  diretto  rapporto  con  il  pubblico presta adeguata   attenzione   alle domande  di  ciascuno  e  fornisce  le spiegazioni  che gli  siano  richieste  in  ordine  al comportamento proprio  e  di altri dipendenti dell'ufficio. Nella trattazione delle pratiche egli rispetta l'ordine cronologico e non rifiuta prestazioni a cui  sia tenuto motivando genericamente con la quantità di lavoro da svolgere o la mancanza di tempo a disposizione. Egli rispetta gli appuntamenti  con  i  cittadini e  risponde  sollecitamente ai loro reclami.
  2. Il dipendente tiene informato  il dirigente dell'ufficio  dei propri  rapporti con gli organi di stampa.

3. Il  dipendente non  prende impegni ne' fa promesse in ordine a decisioni  o  azioni  proprie  o altrui inerenti all'ufficio, se cio' possa generare o confermare sfiducia nell'amministrazione o nella sua indipendenza ed imparzialità.

  1. Nella  redazione  dei testi scritti  e  in  tutte  le  altre comunicazioni  il dipendente   adotta un   linguaggio  chiaro  e comprensibile.
  2. Egli  si preoccupa  di assicurare  la continuità del servizio, di consentire agli utenti  la  scelta tra  i  diversi erogatori e di fornire loro informazioni sulle  modalità  di  prestazione del  servizio  e sui livelli di qualità.

 

Art. 12. Contratti

  1. 1. Nella stipulazione di contratti per conto dell'amministrazione, il dipendente non ricorre a mediazione o ad altra opera di terzi, ne' corrisponde  o   promette   ad   alcuno   utilità   a   titolo di intermediazione,  ne' per facilitare o aver facilitato la conclusione o l'esecuzione del contratto.
  2. Nel  caso   in  cui l'amministrazione concluda contratti di appalto, fornitura, servizio, finanziamento  o  assicurazione,  con imprese con le quali egli abbia concluso  contratti a  titolo  privato  nel  biennio  precedente, si astiene  dal partecipare all'adozione  delle  decisioni  ed  alle attività relative all'esecuzione del contratto.
  3. 3. Il dipendente che stipula contratti a titolo privato con imprese con cui abbia concluso, nel biennio precedente, contratti di appalto, fornitura,   servizio,  finanziamento  ed  assicurazione,  per  conto dell'amministrazione,   ne   informa   per   iscritto   il dirigente dell'ufficio.

4. Se nelle situazioni di cui ai commi 2 e 3 si trova il dirigente, questi informa  per  iscritto  il dirigente competente in materia di affari generali e personale.

 

Art. 13. Obblighi connessi alla valutazione dei risultati

  1. L'informazione  e'  resa  con  particolare  riguardo  alle seguenti   finalità:   modalità   di svolgimento   dell'attività dell'ufficio; qualità dei servizi prestati; parità di trattamento tra  le diverse categorie di cittadini e utenti; agevole accesso agli uffici,  specie  per gli utenti disabili; semplificazione e celerità delle procedure; osservanza dei termini prescritti per la conclusione delle procedure; sollecita risposta a reclami, istanze e segnalazioni.

 

Art. 14. Abrogazione

1. Il decreto del Ministro della funzione pubblica 31 marzo 1994 e' abrogato.

Il presente  decreto  sarà comunicato alla Corte dei conti per la registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 28 novembre 2000

Il Ministro: Bassanini

Registrato alla Corte dei conti il 20 febbraio 2001

Ministeri istituzionali, registro n. 2, foglio n. 111

 

Data di aggiornamento: 14/04/2011

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